Mamma, papà, siete tifosi o sportivi?

Mi aggiungo a una riflessione per comprendere le differenze tra sportivo e tifoso.


Su un vocabolario ho letto che nella definizione di “sportivo” è inclusa  quella di tifoso, ma io la penso diversamente. Anche perché il tifo recentemente ha fatto registrare comportamenti che possono e devono essere demonizzati e connotati come disvalore. 

Le persone che agiscono da tifosi e non praticano alcuno sport, secondo me, non possono definirsi “sportivi” nel significato autentico del termine. Il genitore notoriamente “modeling” spesso trasmette ai figli il proprio modo di vivere lo sport, quindi  è molto importante fare, in questo senso, un’autocritica sul proprio modo di comportarsi.

 

Praticare lo sport in maniera attiva induce l’individuo ad accettare e rispettare quelle regole che sono poi le stesse del vivere sociale e del vivere personale. Lo sport prevede fatica, coerenza, costanza e inoltre la ricerca di relazione con l’avversario. L’autentico sportivo deve avere passione, che è indispensabile al raggiungimento degli obiettivi che si pone, deve saper accettare le regole e impegnarssi in modo tale da superare tutte le difficoltà.

Se invece osservo il cosiddetto tifoso, mi rendo conto che forse la sua passione, più che allo sport in se,’ è rivolta a uno scudetto, a un simbolo o a una persona considerata, impropriamente, un eroe. Il tifoso spesso  afferma: “Io tengo per …”. È motivato dalla gioia e dall’orgoglio di appartenere  non alla squadra, ma a coloro che la pensano come lui e sono pronti a “scontrarsi” con quei tifosi che, invece, seguono altri .

L’obiettivo  diventa allora quello di  sconfiggere, abbattere, distruggere. Per un tifoso spesso non esiste la frase “vinca il migliore”: si tratta così di due competizioni, una che riguarda la gara svolta dagli sportivi, l’altra quella dei tifosi contro altri tifosi.

Il tifo è importante ed essenziale, sia ben chiaro, incoraggia l’atleta a proseguire la competizione. Però intorno allo sport (in particolare quello a livello professionistico) e al tifo, soprattutto quello scorretto, ruota un business davvero incredibile che mortifica lo sport, distorcendolo e corrompendolo in un modo indegno.

Mamma, papa’, trasmettete ai vostri figli lo sport, non il tifo!

 

Articolo a cura di Adriana Caviglia 

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