L’attività sportiva dei propri figli: quale scegliere?

 
Ciascuno di noi vorrebbe il meglio per i propri figli e cosa c’è di meglio dello sport?

Scegliere la tipologia di attività sportiva diventa difficile e, spesso, solo provando si riesce a comprendere se abbiamo fatto la scelta giusta o meno (sia che l’abbiamo fatta in prima persona sia che abbiamo assecondato il desiderio di nostro figlio).
Ci sono innumerevoli variabili da considerare. Spesso, un genitore vorrebbe che il figlio realizzasse un suo sogno di gioventù oppure che seguisse le sue orme e fa di tutto per fargli intraprendere lo sport che svolge lui in prima persona poiché, così, si sentirebbe più propenso a sostenere il percorso che il figlio intraprende. Bene, questo non è un buon inizio. I bambini spesso vogliono seguire coetanei a cui sono legati e questo induce il genitore ad assecondare la richiesta di uno sport rispetto ad un altro. Non intendo dare nessuna ricetta ,ma solo qualche spunto di riflessione.

Si prova. Non ci dovrebbero essere preclusioni (se non in pochi casi) nella scelta determinata dall’osservazione,  dalla considerazione delle caratteristiche fisiche e del genere: NULLA OSTA, soprattutto se l’approccio è una prova. All’interno dell’attività giocano un ruolo importante l’ambiente relazionale in cui il ragazzo/a si viene a trovare ( la squadra), la professionalità e la passione di colui che introduce ( l’allenatore intendo). Fare accettare regole a bimbi piccoli sotto l’occhio vigile e “preparato alla critica” del genitore è una impresa che richiede davvero tanta capacità, tanta professionalità e, so di ripetermi, tanta passione. E’ importante dare il tempo al proprio figlio di provare per un certo periodo (in poche parole, non si deve interrompere per cambiare alla prima o seconda lezione). Importante è anche l’autonomia della scelta: il bambino è il vero protagonista di se ed è utile cercare in tutti i modi di farci da parte e osservare, ascoltare e, soprattutto, ascoltare senza indagare.

Essere delicati nell’intervento positivo o negativo, mai drastici, essere capaci, se necessario, di farci da parte.

Adriana caviglia

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